18 febbraio

Il Dipendente del Mese: Serena Onofrio

Questo mese da Asola, in provincia di Mantova, Serena Onofrio ci racconta il lavoro di una donna all’interno di una piattaforma logistica. Ci vuole indubbiamente carattere, ci vuole sicuramente una visione delle cose in prospettiva e un pizzico di intuito. E allora chi può spiegarlo meglio di lei stessa?

Cosa facevi prima di entrare in Tgroup? Che studi hai fatto? Raccontati brevemente…
Terminati i 5 anni di Liceo Linguistico mi sono iscritta alla Facoltà di Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Verona dove mi sono laureata nel 2005. L’indirizzo umanistico si è sempre rivolto però all’applicazione in ambito Aziendale, cominciando con lo studio delle lingue durante gli anni del Liceo, per finire con una tesi di laurea sulla formazione degli adulti all’interno delle aziende.

Com’è evoluta la tua posizione all’interno di Tgroup?
Ho cominciato a lavorare in Terracciano – oggi Tgroup SpA – nel 2007, nella prima sede al nord dell’azienda: Calvatone. Eravamo 4 persone con 4/5 autisti che facevano la spola con Nola, eravamo praticamente una piccola famiglia.
Ricordo ancora quello che io chiamo il mio “battesimo del fuoco” in Azienda: poche settimane dopo la mia assunzione venne a Calvatone il Sig. Giuseppe Terracciano che mi accolse con la sua vigorosa stretta di mano, sparendo poi in magazzino al lavoro. “Bon è fatta” pensai. E invece, poco dopo, arrivò una telefonata alla responsabile che diceva “manda giù la ragazza”; la ragazza in questione ero io… ed ero terrorizzata. Mi mise in banchina con un plico di bolle in mano, lui scaricava, io avevo il compito di segnare le misure dei plt e registrarne la tipologia. Evidentemente la prova andò bene, sono passati quasi 9 anni da allora!
Cominciai all’ufficio operativo con bollettazione e assistenza clienti, parallelamente si apriva la porta ad un lavoro nuovo, la logistica. Cominciammo con un unico cliente – che abbiamo tutt’ora – ed avevamo un semplice file excel per gestire entrate ed uscite, e un centinaio di bancali. Nel tempo i bancali da gestire sono cresciuti sempre più, i clienti sono aumentati fino a dover pensare di spostare la logistica in toto in un magazzino adeguato alle esigenze di stoccaggio e lavorazione della merce. Eccoci dunque alla piattaforma di Asola, inaugurata nel gennaio del 2015
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Di cosa ti occupi?
Ad Asola abbiamo un magazzino di circa 9 mila mq, completamente strutturato e scaffalato, per circa 7200 posti pallet, dotato di ribalte per carico e scarico e zone adibite alla lavorazione della merce. Ci occupiamo prevalentemente di logistica, ma gestiamo anche alcuni clienti per i quali forniamo esclusivamente servizio di trasporto (prelievo nel loro magazzini e successivo inoltro a destino). Il lavoro di logistica è prevalentemente in picking, partendo da pallets con prodotto finito, gli operatori prelevano di volta in volta il necessario per formare un nuovo pallet come da ordine cliente, lo stesso poi viene imballato e preparato per la spedizione a destino.
Io mi occupo della parte precedente della lavorazione, con la programmazione del lavoro e la gestione dei clienti. Come già anticipato i clienti sono tanti e piuttosto esigenti, quindi non riuscirei mai a svolgere questa parte del lavoro senza l’aiuto del mio team, in primis Gaia che mi aiuta quotidianamente allo smistamento e alla “tenuta a bada” dei clienti più particolari. Gaia è giovane ed ha tanta pazienza… molta più di me!
Oltre alla logistica mi occupo del traffico dei mezzi in dotazione alla filiale, in supporto al responsabile di magazzino Carmine, che ha la gestione dei mezzi e degli autisti. Io ci sono per la verifica dei costi e dei ricavi, ho la responsabilità del conto economico della filiale e per tale motivo, mi devo assicurare che un mezzo viaggi al massimo delle sue potenzialità al minimo costo.

Il lavoro è svolto prevalentemente in team o è svolto in maniera relativamente autonoma?
Lavoro per Tgroup, il nostro motto è #unitiovunque… credo che la nostra forza sia proprio la squadra, un gruppo di persone che già lavorava assieme e che semplicemente ha avuto la fortuna di spostarsi di sede per lavorare meglio e al massimo delle proprie potenzialità. Abbiamo ottimi piloti, ci hanno fornito una macchina che va veloce, il mio compito è farla correre e cercare di evitare gli ostacoli sulla strada..Sono praticamente un Navigatore!

Qual è la tua routine quotidiana in azienda? È plausibile parlare di routine in una grande azienda come Tgroup?
Dico sempre che si sa quando si entra ma non quando si esce! Gli imprevisti sono dietro l’angolo, ci vogliono spirito di sacrificio e dedizione al lavoro per superarli, ed io cerco di farlo con il sorriso. Cerco, perché a volte è difficile.

Quello dei trasporti è un mondo quasi prevalentemente “al maschile”, ci racconti la tua esperienza in questo settore?
Uomo o donna non fa poi molta differenza, l’importante è il rispetto della persona e del lavoro che svolge. Una volta raggiunto quello non è difficile equilibrare i rapporti. Esigo rispetto per il compito che mi è stato affidato ed è lo stesso che ho per chiunque passi dalla filiale, in primis gli autisti che fanno un lavoro difficile, indispensabile e molto impegnativo.

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate e quali le maggiori soddisfazioni?
La mia più grande difficoltà è comunque tra le maggiori soddisfazioni: far quadrare i conti. Arrivare a sera e tirare le somme, vedere il frutto del lavoro e verificare poi concretamente che i conti tornano ripaga di tante fatiche. Poi sicuramente avere una buona giornata con tutto che fila alla perfezione dà una certa soddisfazione.

Come si trova e come fa a gestire una responsabilità di questo tipo?
Non è facile e spesso non ci dormo di notte, ma alla fine quando si lavora con passione in un ambiente sereno – nonostante la frenesia tipica del nostro lavoro – e con un’ottima squadra come la nostra ne vale sicuramente la pena.

Asola riflette in qualche modo la tua impronta, il tuo modo di gestire le cose?
Velocità di problem solving, concretezza, serietà e passione nello svolgere il proprio dovere. Non so se si tratta della mia impronta, ma ogni giorno è questo che vedo nelle persone con cui collaboro.

La puntalità di Serena nella descrizione della sua attività in Tgroup incuriosisce. È un settore complesso e ognuno di loro aiuta a comprendere meglio certe dinamiche. Il prossimo mese un altro dipendente racconterà altri aspetti legati alla sua specifica attività.